Identikit dell'affiliato
Sei giovane ma non troppo, diplomato o anche laureato, dotato
di vocazione imprenditoriale e ambizione professionale? Allora
ricalchi il ritratto dell'aspirante affiliato così come
delineato da una recente ricerca effettuata da Dif (Developing
international franchise).
Lo studio coinvolge 2.300 utenti Internet italiani che, fra
gennaio e marzo 2004, si sono collegati al portale di riferimento
www.infofranchising.it, inviando richieste di informazioni ad
una o più aziende affilianti.
L'indagine conoscitiva, che pure conferma la crescente tendenza
all'utilizzo di Internet per i primi contatti informativi con
il mondo del franchising, evidenzia come circa il 50% dei navigatori
interessati ad avviare un rapporto di affiliazione insista nella
fascia 25-35 anni, seguiti da un 33% di persone tra i 35 e i
45 anni. Il 91% ha almeno un diploma.
Ai primi posti fra i settori di attività preferiti spiccano
commercio specializzato, viaggi, abbigliamento videoteche e
videonoleggi, mentre cresce l'interesse per la ristorazione,
settore che sta vivendo un periodo di particolare vivacità.
La distribuzione geografica appare piuttosto equilibrata rispetto
alla densità della popolazione: al primo posto troviamo
la Lombardia ma da segnalare al secondo posto c'è la
Sicilia, con il Lazio al terzo posto. Seguono: Campania, Puglia,
Piemonte, Toscana, Sardegna, Emilia Romagna, Veneto, Abruzzo
e Calabria.
Ultima curiosità, il franchising piace molto alle donne:
il 46% dei candidati è costituito da donne che considerano
il franchising un veicolo di affermazione professionale. La
formazione erogata dalla casa madre permette infatti di mettersi
in proprio limitando i rischi, imparando il mestiere ed entrando
in gruppi nazionali o internazionali.
Dal punto di vista dell'affiliato
Per chi avvia una nuova impresa, la metodologia del franchising
può rappresentare una interessante opportunità
da prendere in considerazione con attenzione.
Il franchising è la forma di lavoro in proprio ideale
per chi vuole mettersi nel commercio, riducendo l'investimento
iniziale e i rischi.
Prima di tutto, avvalendosi dell'assistenza del franchisor che
condivide il know-how in suo possesso per la gestione e l'allestimento
del punto vendita, diminuiscono per l'affiliante i costi di
progettazione, strutturazione e avvio dell'attività.
Inoltre il franchise si avvale dei benefici di tutte le attività
di promozione attivate dalla casa madre, a livello locale e
nazionale.
L'affiliato deve però mettere in conto una certa perdita
di autonomia dovuta alla stretta collaborazione con il franchisor.
Del resto, l'affiliazione, come scelta di operare in un determinato
settore attraverso una preciso marchio, solleva il singolo operatore
commerciale da molte attività tradizionali (ad esempio,
la valutazione delle prospettive del mercato, la scelta dei
fornitori, la definizione delle politiche promozionali) consentendogli,
quindi, di divenire maggiormente specializzato in alcuni ambiti
gestionali, che possono limitarsi spesso alle sole attività
legate alla vendita.
Scegli il tuo franchisor
In Italia esiste una ricca tradizione di piccoli commercianti
che hanno basato unicamente sulla propria figura il successo
del punto vendita.
Ma per il franchising il discorso cambia: il franchisee deve
sviluppare una mentalità più aperta agli stimoli
e alle relazioni, essendo, queste ultime, l'elemento dominante
di tutto sistema.
Rispetto alla piena autonomia gestionale di cui gode il negoziante
tradizionale, infatti, il franchisee deve sentirsi come il membro
di un team in cui il successo dei singoli contribuisce al successo
dell'azienda-madre, che ricade, a sua volta, sugli stessi punti
vendita.
La decisione di "entrare nell'affiliazione" è
densa di conseguenze e condiziona la vita dell'aspirante affiliato
per anni, impegnandolo sia sul piano finanziario che personale.
Come ogni attività in proprio, anche quella in franchising
determina una situazione, se non definitiva, certo difficile
da modificare.
E' una situazione ben differente da un lavoro dipendente; ed
anche in caso di crisi economica è più facile
lasciare un lavoro senza prospettive che "chiudere"
una attività, nella quale si è investito tempo
e denaro.
La scelta di entrare nel mondo dell'impresa attraverso la porta
del franchising deve essere dunque preceduta da una analisi
della proprie aspettative, condizioni di partenza, competenze,
esperienze maturate e caratteristiche personali. Valutare prima
se stessi per capire se il franchising è adatto alle
proprie caratteristiche, è fondamentale.
Una volta guardato in se stessi, occorre stare attenti e scegliere
bene fra quello che il mercato offre. Notorietà e reputazione,
trasparenza nella comunicazione e nella gestione finanziaria,
esperienza, struttura commerciale e politiche di mercato, sono
tutti elementi decisivi,che vanno attentamente valutati.
Ecco i passi giusti da fare:
• Richiedere al franchisor tante informazioni preliminari
In Italia non sono previsti obblighi specifici, ma il Regolamento
dell'Assofranchising impone ai propri associati un "pacchetto"
di notizie che riguardano l'azienda affiliante ed i propri dirigenti,
la rete di franchisee preesistente, il contratto, il mercato,
i costi ed i risultati di gestione standard della rete.
• Incontrare affiliati della catena
È utilissimo conoscere le opinioni di chi già
vive l'esperienza che si sta valutando. Sarà opportuno
contattare più di uno, possibilmente di aree commerciali
non troppo dissimili dalla propria.
Si raccoglieranno opinioni anche un po' contrastanti, ma i giudizi
raccolti e valutati insieme, aiuteranno a formulare un proprio
giudizio, tanto più corretto quanto più numerosi
saranno stati gli incontri.
• Analizzare, o fare analizzare, il contratto
Per non correre rischi, meglio proporre il contratto di franchising
alla consulenza di un avvocato, naturalmente prima di firmarlo.
E la precauzione è tanto più necessaria quanto
il franchisor è di recente operatività, o poco
noto. O chiacchierato o giudicato non molto favorevolmente dai
franchisee contattati.
• Elaborare un serio conto economico e finanziario
Il candidato affiliato deve essere conscio dell'investimento
in denaro e lavoro che lo aspetta, ma anche della remunerazione
che può attendersi.
Deve anche stimare le risorse finanziarie necessarie all'impresa,
e rapportarle alle proprie disponibilità. Insomma anche
al franchisee serve il business plan.
Ma un bravo e professionale franchisor aiuterà il candidato
a formulare ipotesi concrete e realistiche.
• Studiare il mercato
L'affiliato può far tesoro delle informazioni sul mercato,
dei consigli sulla localizzazione e di ogni altra esperienza
che il frachisor fornirà. Ma sta a lui la valutazione
finale e la decisione.
Perché sua sarà l'unità in valutazione,
suo l'investimento ed il rischio. Nessuno più del protagonista
poi può avere la percezione corretta della localizzazione
e dei valori del mercato, nel quale vive e magari opera da anni.
• Attenzione agli entusiasmi e alle novità
Razionalità e realismo sono parole d'ordine per valutare
i rischi di ogni attività. Dunque conoscere, valutare,
confrontare, e poi decidere. Cercare di leggere dietro un discorso
accattivante o un progetto patinato o seducente.
La vera abilità di un franchisee sta nel valutare la
concretezza, il potenziale reale di sviluppo e la redditività
dell'impresa, tanto più difficile da stimare quanto più
recente o innovativo è il progetto.
• Non credere ciecamente alla notorietà
I marchi più "anziani", noti e consolidati
potrebbero avere difficoltà ad adattarsi ai cambiamenti
ed essere vicini al declino. Perché anche grandi e consolidate
catene non sono in grado di dare garanzie assolute.
Impresa che vuoi, franchising che trovi
Il franchising si presenta oggi sotto tre tipi diversi:
• Franchising di distribuzione: presuppone che l'affiliante
abbia messo a punto e sperimentato delle tecniche e dei metodi
commerciali costituenti il know-how che egli trasferirà
al suo affiliato.
A fronte dell'uso dei marchi, dei servizi resi e dei beni forniti
l'affiliante chiede all'affiliato un corrispettivo sotto forma
di diritto di entrata e/o di canoni periodici (royalties).
• Franchising di servizi: l'affiliato generalmente offre
la prestazione di servizi inventati, prodotti, messi a punto
e sperimentati dall'affiliante.
Il campo di attività di questo sistema è molto
vario, andando dalla consulenza in campo informatico e legato
alle nuove tecnologie, dalla ristorazione (ristoranti, pizzerie,
rosticcerie, gelaterie, bar, ecc.) alle attività turistiche
e del tempo libero (alberghi, villaggi di vacanze, agenzie di
viaggi, campeggi, centri sportivi, ecc.) dalla stampa e riproduzione
rapida agli istituti di bellezza e ai parrucchieri, dai servizi
di consulenza professionale agli istituti di istruzione e formazione,
dalla intermediazione immobiliare all'autonoleggio, ecc.
• Franchising industriale: affiliante e affiliato, sono
due imprese industriali. Il primo concede all'altro la licenza
dei brevetti di fabbricazione e i marchi, gli trasmette la sua
tecnologia, gli assicura un'assistenza tecnica costante.
L'affiliato, fabbrica e commercializza le merci prodotte dal
proprio stabilimento applicando il know-how e le tecniche di
vendita dell'affiliante.
Attento al contratto!
La legge n. 129/2004 stabilisce che affiliati e affilianti
devono tenere un comportamento ispirato a lealtà, correttezza
e buona fede e comunicare tempestivamente alla controparte ogni
informazione necessaria o che viene richiesta. In particolare,
il contratto di franchising deve:
• essere scritto, a pena di nullità
• indicare l'ambito di esclusiva territoriale e la specifica
del know-how fornito dall'affiliante all'affiliato
• illustrare i servizi offerti dall'affiliante in termini
di assistenza tecnica e commerciale, progettazione, allestimento,
formazione
• chiarire l'ammontare degli investimenti e delle eventuali
spese di ingresso che l'affiliato deve sostenere
• specificare le modalità di calcolo e di pagamento
delle eventuali royalties (le percentuali che l'affiliante chiede
all'affiliato in quota fissa o variabile in base al giro d'affari)
e se vi è un eventuale incasso minimo che l'affiliato
debba realizzare
• indicare le condizioni di rinnovo, risoluzione e cessione
del contratto medesimo
• se è a tempo determinato, deve avere una durata
di almeno tre anni.
Il contratto di franchising può:
• essere annullato se una delle parti fornisce false
informazioni, con conseguente possibile richiesta di risarcimento
del danno
• contenere una clausola che in caso di controversie imponga
alle parti, prima di ricorrere all'autorità giudiziaria,
un tentativo di conciliazione presso la Camera di Commercio
dove ha sede l'affiliato
Il contratto già in corso all'entrata in vigore della
legge 129/2004 sull'affiliazione commerciale (25 maggio 2004)
deve essere adeguato alle nuove disposizioni normative entro
un anno (ossia entro il 25 maggio 2005).
Un aspetto importante è l'obbligo del franchisor di consegnare
all'affiliato 30 giorni prima della sottoscrizione copia del
contratto e alcuni allegati con i principali dati: ragione e
capitale sociale, marchi utilizzati nel sistema, lista degli
affiliati e dei punti vendita diretti, la variazione annuale
delle affiliazioni e l'ubicazione, descrizione eventuali procedimenti
giudiziari o arbitrali subiti e, a richiesta, il bilancio degli
ultimi tre anni.
Da parte sua, l'affiliato non può trasferire la sede
indicata nel contratto senza il consenso dell'affiliante e anche
dopo lo scioglimento del contratto si impegna a osservare la
massima riservatezza sull'attività oggetto di affiliazione
commerciale.
La legge n. 129/2004 stabilisce regole certe per la diffusione
del contratto in franchising e stabilisce quali elementi essenziali
la corretta comunicazione tra affiliante e affiliato, la veridicità
delle informazioni fornite, la puntuale specifica scritta delle
condizioni contrattuali e la definizione del know-how.
Un anello della catena
L'affiliato è parte di un gruppo, di un insieme più
o meno omogeneo, di una struttura con proprie regole, caratteristiche
e cultura d'impresa.
Per questo il franchisee deve essere portato per il lavoro di
gruppo, caratteristica che gli permetterà di rispettare
il contratto, di adattarsi ai vincoli imposti non solo nei confronti
dell'affiliante, ma anche dei colleghi affiliati della stessa
rete, e naturalmente dei consumatori.
Non sarà il caso di pensare solo e sempre ai "documenti"
contrattuali, ma dedicarsi soprattutto a comprendere e vivere
lo "spirito di gruppo". Il pensiero dominante, l'obiettivo
di ogni giorno deve essere lo sviluppo della propria azienda,
"sfruttando" i consigli ed utilizzando l'assistenza
del franchisor, e la notorietà della rete.
Nella duplice veste di imprenditore indipendente ma anche di
parte di un tutto omogeneo, l'affiliato dovrà accogliere
ed apprezzare assistenza del franchisor ed informazioni da parte
dei colleghi franchisees, ed in cambio trasmettere alla rete
riflessioni, esperienze ed innovazioni da lui sperimentate.
La coesione e la coerenza sono i massimi pregi di una rete,
e ciò deriva dalla cooperazione, dalla partecipazione
e dalla cordialità tra affiliante e ciascun affiliato,
e tra tutti gli affiliati.
Continue recriminazioni, o eccesso di aggressività porteranno
ad una separazione. E questa é comunque dannosa e pregiudizievole
sia per gli affiliati che per l'affiliante. Ma nel caso ci si
sia imbattuti in un franchisor poco professionale o poco corretto
o in un sistema mal concepito o gestito, non resta che abbandonare
al più presto.
E' questa una situazione nella quale l'assistenza di un legale
esperto di franchising sarà indispensabile, anche nel
tentativo di trovare una soluzione amichevole, o la meno traumatica
possibile.
Le domande sul
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